T come Tartan

Nuovo anno, nuova rubrica…Yeah!

Con questo post inauguro la nuova rubrica dedicata ai termini che riguardano la moda.
Si parlerà di un po’ di tutto: tessuti, linee, lavorazioni, stili, tendenze… Per tutti, me per prima, sarà un’occasione per imparare qualcosa di nuovo, ripassare qualcosa che già si conosce e per lasciarsi ispirare.

La prima parola della settimana è: Tartan.

Prima di tutto,

CHE COS’È?

Un attrezzo da maniscalco? Una motoretta? Qualcosa che si mangia?

Niente di tutto ciò.

Il Tartan è un disegno, spesso chiamato “scozzese“, che si forma dall’incrocio di righe orizzontali e verticali di vari colori e larghezze.
L’intreccio dei fili di diversi colori che formano il tessuto si ripete in uno schema preciso e regolare (detto sett) creando nuove sfumature di colore.

tartan

UN PO’ DI STORIA

Il termine “scozzese” si riferisce al suo originarsi nelle Highland (scozzesi, appunto, ovvero la zona montuosa a nord-ovest della Scozia) dove a partire dagli inizi dell’800 questo pattern viene utilizzato per distinguere i diversi clan.
Originariamente utilizzato su tessuti di lana (ma declinato nel tempo in qualsiasi altro materiale) caratterizza il kilt, lungo pezzo di stoffa usato per avvolgere la vita maschile a mo’ di gonnellino, utile a coprire le grazie rigorosamente libere dalla morsa costrittiva della biancheria intima.


Curiosità: il marchio Burberry, con il suo particolare “Burberry Check“, ha fatto del Tartan il proprio simbolo (utilizzato in particolare per la fodera dell’iconico trench a partire dal 1924)


IL TARTAN E LE MODE DEL MOMENTO

Si tratta di un pattern molto conosciuto anche grazie al suo periodico riproporsi sulle passerelle e le collezioni autunno/inverno 2013 ne hanno segnato l’ennesimo ritorno.
Evoca talmente tanta eleganza e aristocrazia che viene quasi voglia di farsi una partita a golf discutendo di alta finanza.


Curiosità: anche lo Zio Paperone ha il proprio Tartan, ovvero quello ufficiale del Clan De’ Paperoni, caratterizzato da strisce e quadrati verdi su fondo arancione.


Ad un certo punto della storia, però, il Tartan tira fuori il suo lato rock entrando nell’immaginario di nuove sottoculture votate alla ribellione e all’anti-moda.

IL PUNK

Durante gli anni ’70 e ’80 il Tartan entra a far parte dell’estetica punk, collegata al genere musicale emerso in quegli anni negli Stati Uniti, Inghilterra e Australia; privato della sua anima nobile lo scozzese veicola un messaggio di ribellione abbinato a jeans strappati, borchie, anfibi e “chiodi” in pelle.
Malcolm McLaren, manager dei Sex Pistols, e Vivienne Westwood contribuiscono a trasformare questo stile in una vera e propria moda attraverso la loro boutique a King’s Cross, Londra, e il loro contributo allo stile della famosissima band.

Linda Evangelista in Oscar de la Renta, photo by Arthur Elgort

IL GRUNGE

Negli anni ’90 a Seattle nasce il grunge, stile musicale il cui nome deriva dall’aggettivo “grungy“, ovvero “sporco”, “sudicio”.
Lo stile musicale, ancora un volta, porta con sé uno stile estetico: jeans strappati, magliette logore e camicie di flanella da boscaiolo con disegno Tartan.

09 nirvana

Nirvana

OGGI

Come dicevo, il Tartan è tornato in auge e ha dominato le passerelle di questa stagione: diverse interpretazioni, abbinamenti, stili. Di seguito alcuni (fra i moltissimi) esempi:

Se Saint Laurent punta su uno stile rock-chic, Moschino celebra il puro stile british ispirandosi alle uniformi e all’abbigliamento da cavallerizza, mentre Issey Miyake gioca con il pattern e lo presenta in total look.


Tip: abbinare il Tartan non è poi così difficile. Per andare sul sicuro può essere accostato a dei capi in tinta unita; una borsa con questo disegno, ad esempio, può essere usata come tocco di colore per un look total black. Se invece non volete rischiare di passare inosservate osate con un total look Tartan ma fate attenzione: l’effetto clown sotto psicofarmaci è dietro l’angolo.


IN CONCLUSIONE…

Il Tartan dalle nobili e antiche origini sta rivivendo quest’anno una nuova giovinezza, dopo aver decorato le vesti di guerrieri scozzesi, punk ribelli e musicisti capelloni.
Per quanto mi riguarda non è mai passato né passerà mai di moda ma continuerà a sopravvivere negli anni adattandosi alle nuove correnti estetiche proprio come ha fatto finora.

Voi che ne pensate, vi piace? Pensate anche voi che si tratti di uno stile eterno?
Fatemi sapere la vostra opinione!

…E se vi annoiate potete sempre creare il vostro motivo scozzese personalizzato!

Fonti:
Voguepedia
Wikipedia (varie voci)
Grazia.it
Scottish Tartans Museum

Immagini:
Saint Laurent
Moschino
Issey Miyake


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