Orange Is The New Black

Ho un’ossessione per le serie tv, ne divoro intere stagioni in tempi vergognosamente brevi. Non riesco a farne a meno né a smettere, sul serio. Oggi vorrei parlarvi dell’ultima trovata di Netflix per rovinare la mia vita lavorativa e sociale: Orange Is The New Black, dissacrante racconto di un piccolo mondo con le sbarre alle finestre.  

Il cast di OITNB tutto in ghingheri su ELLE Fonte: Refinery29

Il cast di OITNB tutto in ghingheri per ELLE
Fonte: Refinery29

La storia si ispira al libro di Piper Kerman nel quale l’autrice racconta la sua esperienza in un penitenziario femminile. La serie, invece, nasce dalla mente diabolica di Jenji Kohan, conosciuta anche per essere l’autrice di Weeds (se non l’avete ancora visto fatelo, è una serie fenomenale).

LA TRAMA

Piper Chapman è una bionda borghesuccia, istruita e vagamente ingenua che finisce in prigione dopo essersi costituita per un reato commesso anni prima: trasportare denaro proveniente da un traffico internazionale di eroina per conto della sua amante del tempo, Alex. Le vicende ambientate nel carcere di Litchfield ruotano attorno alla protagonista, alle altre detenute e al personale del penitenziario, con frequenti incursioni nel mondo esterno attraverso gli occhi dei personaggi che fanno parte della vita di Piper (tra i quali il fidanzato Larry) e i numerosi flashback che raccontano l’esperienza delle detenute.

Alcuni personaggi della serie Fonte: http://mashable.com

Interpreti che arrivano da American Pie, That 70’s Show e Star Trek…per dire eh.
Fonte: http://mashable.com

LE SENSAZIONI

Attraverso la serie si viene catapultati in un piccolo mondo, una società con le proprie regole e gerarchie ma isolata da sbarre, reti e sentinelle. Le norme proprie del carcere sembrano quasi passare in secondo piano rispetto a quelle interne, scaturite e dettate dalla convivenza tra donne che condividono lo stesso spazio e la stessa esperienza. I numerosi flashback nel passato delle altre detenute aiutano a capirne meglio il carattere e l’evoluzione, nonché le azioni che le hanno condotte in prigione; il passato si intreccia con il presente permettendo allo spettatore di avvicinarsi e di entrare in sintonia con i personaggi. Questo avvicinamento e questa comprensione, però, durano poco: lo spettatore viene sempre riportato alla cruda realtà, a ricordargli che qui si sta pur sempre parlando di criminali e che nessuno è mai universalmente buono o cattivo. I momenti più intensi e profondi vengono raccontati senza tanti cliché da serie drammatica: niente voce fuori campo che racconta i pensieri del personaggio durante una scena in slo-mo ma gesti, conversazioni, reazioni al massimo della loro naturalezza che chiariscono il messaggio e lo stato d’animo. La voce che arriva dagli altoparlanti della prigione ricorda alle detenute le rigide regole da seguire spezzando i momenti di convivialità e apparente serenità per ricordare alle inmates, e dunque allo spettatore, che lo sfondo di questi rapporti di amicizia, odio, amore e di tutte queste emozioni umane è pur sempre una prigione. OITNB_cafeteria

I PERSONAGGI

Una grande varietà di personaggi splendidamente interpretati (personalmente non conoscevo Taylor Schilling ma l’ho trovata eccezionale nel rendere tutte le sfumature del personaggio di Piper, fantastica nei momenti drammatici così come in quelli più leggeri): dalla pazza “Crazy Eyes” – ehm…Suzanne-, alla fanatica religiosa Pennsatucky, la dispotica Red, il secondino “Pornobaffo”… Non riesco a decidere il mio preferito. La stessa protagonista Piper è uno di quei personaggi che si finisce per amare/odiare, anti-eroe costantemente impegnata a rimediare ai problemi che lei stessa, con le sue scelte, ha creato. 346368_orig

LO STILE

Di certo non mi aspettavo da Jenji Kohan una serie leggera e  politicamente corretta e non sono, infatti, stata delusa: droga, sesso, nudo, cattiveria, pazzia, colpa…rappresentati con quel distacco cinico già percepito in Weeds. Viene definita “dramedy“, ovvero un misto tra drammatico e commedia; il tema delle condizioni di vita nelle carceri viene trattato attraverso problematiche delicate: l’assistenza sanitaria carente (in particolare nel caso di Sophia, personaggio transessuale), i giochi politici ai piani alti, il ruolo del personale maschile in un carcere femminile, le relazioni gay…

LA SECONDA STAGIONE

La prima stagione andata in onda a partire da luglio 2013 è stata rinnovata da Netflix per la seconda stagione (grazie! grazie! grazie!) ma tuttora nessuno sa quando avremo il piacere di vederne il seguito. Ci sono un po’ di rumors al riguardo secondo i quali potremo goderci la seconda stagione già da questa primavera! Incrociamo le dita, incrociamo un po’ tutto.

Update 17/02/2014: 6 giugno! Finalmente sappiamo quando potremo goderci la seconda stagione…Io non vedo l’ora, e voi?

Se avete visto e apprezzato questa serie battete un colpo, qui sotto c’è un sacco di spazio per i commenti.


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