Il canto della coscienza

canto

3 giorni, un manipolo di individui ed un teatro vuoto.

No, non è la trama di un porno.

Oggi voglio parlarvi di un progetto che ha visto il proprio epilogo giusto ieri sera.

Si è deciso di partecipare ad un concorso di cortometraggi organizzato dallo Sherwood Festival di Padova, un concorso un po’ particolare. La sfida consisteva in questo: 3 giorni per realizzare un corto attenendosi ad un genere cinematografico, un elemento di sceneggiatura, uno di scenografia ed uno di sonoro. Detta così pare facile, ma non lo è poi tanto. I generi cinematografici vengono assegnati casualmente mentre gli elementi da inserire sono uguali per tutti.

Dunque, a noi è capitato il Noir mentre gli elementi erano:

  • sceneggiatura: la frase “Se non funziona sarà solo colpa tua.”
  • scenografia: un flauto
  • sonoro: lo scoppio di un palloncino

Devo ammettere di essermi sentita felice e sollevata appena scoperto di dover lavorare ad un Noir, il genere mi affascina e l’ho sentito subito adatto a noi. Oltretutto ho capito che aver finito L.A. Noir poteva avere una sua utilità, alla faccia di chi esce di casa il sabato sera.

Passato il giovedì sera a scervellarsi sul soggetto, il venerdì si comincia con le cose pratiche: scrivere i dialoghi, fare lo storyboard e via con le riprese. Si fa notte, poi mattina presto, e noi siamo ancora lì. Andiamo a letto a riposarci quel tanto che basta per un’altra mezza giornata di riprese: bisogna finire presto, il doppiaggio richiede tempo e il montaggio si prospetta lungo e sofferto. Si fa di nuovo notte, poi di nuovo mattina presto, e noi siamo ancora lì. La domenica è l’ultimo di tre giorni durante i quali dormire è un concetto demodé, mangiare vuol dire procacciarsi cibo da asporto della peggior specie e il cervello è più fritto di un involtino primavera. A lavoro finito, però, la soddisfazione è tanta.

Ieri il giorno fatidico: la premiazione. Ebbene sono felice di annunciare che il nostro lavoruccio si è aggiudicato il secondo posto, nonché il premio speciale per il “miglior uso degli elementi obbligatori”. Clap clap.

Guardatelo e piacetelo:

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=C45FnmF7Z-M]

Per la serie “principianti con mezzi scarsi”:

  1. Immaginatevi quei carrellini con i secchi che la donna delle pulizie usa quando passa il mocio. Ora immaginatevi di incastrarci sopra il cavalletto con la macchina da presa. Ecco, fatta la scena del detective che trema con la pistola in mano.
  2. E la macchina del fumo?A cosa serve comprare un aggeggio che sputa fumo quando hai a disposizione un’accanita tabagista, ovvero la sottoscritta?!

Ah, se non si fosse capito, io sono la morta nonché, ovviamente, la macchina del fumo.


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