Fashion WTF: Le ciabattone

Poiché le Birkenstock o le Crocs forse non bastavano, i grandi marchi scendono in campo per far calare vertiginosamente l’ormone in ogni modo possibile.

Mi piace la moda, ormai l’avrete capito; mi piace tenermi aggiornata sui nuovi trend, osservare le foto delle ultime sfilate e fantasticare, fantasticare, fantasticare.
Di tanto in tanto, però, mi ritrovo a guardare con occhio distaccato i must di stagione, quei capi o accessori per i quali blogger influenti o celebrità trend-setter sembrano impazzire, mentre la mia reazione è più o meno questa:

Kanye

Mi rendo ovviamente conto che i gusti sono soggettivi e che la mia è un’opinione fra le tante ma ho l’impressione che spesso ciò che rende qualcosa un must-have siano semplicemente la sua marca e il prezzo, nonché la voglia di sentirsi un po’ sopra le righe creando un look “edgy” con pezzi presentati come “o si ama o si odia”, anche traducibile come “probabilmente di cattivo gusto ma costa uno sproposito e voi non ve lo potete permettere, bitches“.
In questo primo post della serie “Go home fashion, you’re drunk” non potevano mancare loro: le ciabatte pelosette.

LE CIABATTONE

Partiamo dalle prime, forse le più famose finora, proposte da Céline la scorsa primavera.

Céline_slippers

Fonte: cercare “Céline slippers” su Google immagini, simple as that.

Adesso, con calma, ragioniamo: qui si tratta di ciabattone maschili con della pelliccia applicata alla suola interna, o forse gli occhi che sanguinano mi stanno impedendo di vederci bene, quindi correggetemi se sbaglio.
L’unica persona al mondo che potrei accettare di vedere con queste “cose” ai piedi è Don Hector Salamanca; lunghi calzini a coste color panna e ciabattone pelose mi sembrano perfette per ordinare stragi da una sedia a rotelle. Con un campanello.

Ma perchè sto parlando di roba di un anno fa? Semplice, perchè l’incubo sembra non essere finito.

SANDRO 2

Fonte: il bellissimo General Mix of The Week proposto da Giulia di www.rockandfiocc.com

Dal Lookbook 2014 di Sandro, ciabatte da piscina borchiate con suola bicolore.

Pinko_2014

Alessandra Ambrosio per Pinko: ciabatte da vucumprà con applicazioni

Una cosa che l’esperienza dello shopping online mi ha insegnato è: se sta male alla modella, lascia perdere.
Ora, se persino Alessandra Ambrosio sembra una scappata di casa con qualche problema economico e una passione per le anfetamine, credo che un paio di brillocchi e borchiette qua e là non possano rendere la situazione meno disastrosa.

Le donne che hanno ideato AR Wear, la biancheria intima anti-stupro, non hanno evidentemente considerato le ciabatte pelose, o forse volevano solo creare un’alternativa più economica.

Concludo ribadendo che questa non è altro che la mia personale opinione, non sentitevi turbati se differisce dalla vostra.
Il buon gusto, però, non credo si possa definire soggettivo
e per quanto l’accostamento di capi chic a scarpe decisamente trash possa risultare un azzardo creativo che funziona in passerella, non è detto che la cosa sia replicabile con successo nel mondo reale. Quindi, ABBASTA.

Al mio segnale scatenate l’inferno negli appositi spazi sottostanti.

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3 pensieri su “Fashion WTF: Le ciabattone

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